respiro.
in un paesino di ciottoli e sterrati abitato da indios e neri garífuna e qualke viaggiatore di passaggio.
respiro.
dove non conosco nessuno ma conosco chi voglio.
respiro.
in un paesino senza strade d´accesso, tranne il mare e tranne il fiume.
io arrivo dal mare, e riparto lungo il fiume.
ad ogni angolo musica caraibica e gente radicata. famiglie che abitano qui da decenni e artigiani provenienti da Atitlán, il grande lago circondato dai vulcani nel nordovest del paese.
io passeggio e inalo. inalo immagini e storie. le raccolgo con gli okki, con la voce e con la makkina fotografica.
sereno. e senza fretta.
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Il Belize è l'unico paese continentale dei Caraibi dove la lingua ufficiale è l'inglese. E' strano, in effetti, essere diretti in Centroamerica alla ricerca dei maya e parlare inglese x una settimana, ritrovarsi in un paese dove si paga in dollari americani, dove il telegiornale di riferimento è quello della CNN, dove la musica è jamaicana, dove gli indios vivono nelle campagne e i neri garìfuna sono l'etnia principale, dove le televisioni dei bar trasmettono principalmente basket e football americano. Per fortuna, al Tipsy Tuna Sports Bar, su una tv nell'angolo si trasmette del calcio europeo, e così, a piedi nudi nella sabbia durante un concerto live di musica reggae, sorridendo al riconoscere molti pezzi ascoltati nei festival europei, riesco a vedere i gol della Liga spagnola e - ahimé - anche uno speciale sull'arrivo di Beckham al Milan, con interviste ai tifosi davanti a San Siro.
Livingstone è invece una di quelle cittá dove mi potrei fermare x settimane. Si trova sulla foce del rio Dulce ed è circondata dalla giungla, quindi l'unico modo per arrivarci ed andarsene è sull'acqua. E' colorata, tranquilla ma viva, abitata sia da neri garìfuna sia dai maya, che gestiscono la maggior parte dei negozi e delle attività commerciali, mentre i primi si dedicano principalmente alla pesca.
A 23 km da qui, sul lato meridionale del fiume, si trova Puerto Barrios, l'unico porto caraibico - e quindi atlantico - del Guatemala, nato per l'esportazione del legname. Nonostante ciò, al largo ho visto solo due o tre navi cariche di banane.
Sono arrivato a Livingstone in barca da Punta Gorda, l'ultima città del Belize, con l'idea di fermarmi per la notte e di risalire il rio Dulce la mattina seguente, diretto verso l'interno prima di piegare verso l'Honduras. Ma il ritmo dell'unica cittadina caraibica del Guatemala mi sta piacendo. E' un buon posto per far foto, raccogliere storie e chiacchierare con altri viaggiatori. Ho trovato una stanza all'African Place, una specie di kasbah marocchina costruita nella giungla guatemalteca, con un giardino dove la mattina le donne lavano i panni e tartarughe di mezzo metro o piú nuotano nel ruscello.
Di sera, ho passato qualche ora sul mio terrazzino ad ascoltare la foresta chiacchierando con Eric, un ragazzo friulano che è arrivato qui pochi giorni fa e che vive lavorando la pelle e vendendola nei mercati italiani.
E' curioso come sia semplice entare in condivisione quando si viaggia.
domenica 8 marzo 2009
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